Martedì 25 novembre 2025, ore 18:00

Raffaele La Capria

Napoli luogo di promesse e nostalgie: dalla “bella giornata” alla “grande occasione mancata”

L’autore

Come un tuffatore che, dopo un lungo allenamento, compie le sue acrobazie prima di «un’entrata in acqua precisa e senza spruzzi», così Raffaele La Capria (Napoli, 3 ottobre 1922 – Roma, 26 giugno 2022) ha sempre coltivato un ideale di scrittura nitida e profonda, capace di nascondere gli sforzi compiuti per levigarla. Vincitore del Premio Strega nel 1961 con Ferito a morte, è stato contemporaneamente narratore, saggista, sceneggiatore (in particolare per Francesco Rosi e Lina Wertmüller), traduttore raffinato (da Jean-Paul Sartre a Jean Cocteau, da T. S. Eliot a George Orwell), oltre ad aver collaborato con il «Corriere della Sera» e diretto «Nuovi Argomenti». A partire dalla fine degli anni Ottanta, infatti, abbandonata la forma romanzesca, si è concentrato soprattutto – da L’armonia perduta (1986) a La neve del Vesuvio (1988), da L’occhio di Napoli (1994) a Napolitan Graffiti (1998) – sulla rappresentazione della sua città natale come universo simbolico e letterario, luogo di armonia, incanti e meraviglie naturali ma anche di false promesse e occasioni mancate, per sempre rimpiante. Pensatore lucido e mai convenzionale, ha condotto non solo riflessioni di natura estetica, sociale e civile (come dimostrano, tra gli altri, Lo stile dell’anatra, 2001; Umori e malumori. Diario (2012-2013); Il fallimento della consapevolezza, 2018), ma a lungo si è anche interrogato sul ruolo dello scrittore e della letteratura nella società contemporanea, come dimostrano titoli quali Letteratura e salti mortali (1990), False partenze (1994), L’apprendista scrittore (1996), Il sentimento della letteratura (1997). Nel corso del suo lungo viaggio intellettuale e umano, Raffaele La Capria è stato uno dei pochi scrittori italiani capaci di trasformare la vita in letteratura senza mai smettere di vivere. Tra le pagine limpide e vertiginose che ci ha lasciato, ancora oggi continua a parlarci ricordandoci che – nonostante tutto – non possiamo che sperare, ogni giorno, in una “bella giornata”.

Il relatore

Nicola Turi insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Firenze. Si occupa di teoria e storia del romanzo e di letteratura radiofonica. Tra le sue ultime pubblicazioni: Storie da ascoltare nell’Italia del boom. Il radiodramma da Primo Levi a Giorgio Manganelli (Carocci, 2023) e A partire da «Underworld». Don DeLillo e il romanzo del terzo Novecento (Firenze University Press, 2020).

Il video

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