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Analisi Testuale

L’analisi testuale rappresenta un passaggio fondamentale ai fini del miglioramento dell’opera. Solo in questo modo, attraverso una lettura approfondita e critica, l’autore può capire a che punto si trova della propria scrittura, quali i punti critici del testo su cui intervenire e quali le potenzialità da esaltare.

Scheda di valutazione

La scheda di valutazione, che si può sviluppare anche in 10-13 cartelle, rappresenta il risultato dell’analisi dettagliata condotta dall’editor sull’opera presa in esame. Nella scheda vengono analizzati tutti gli elementi che compongo l’opera (formali, lessicali, stilistici, contenutistici) e vengono segnalate sia le parti funzionali, sia quelle che presentano delle debolezze sia a livello espressivo, sia nella costruzione della trama. Consigli e suggerimenti dell’editor aiutano l’autore a capire a che punto si trova della propria scrittura e come intervenire per migliorare il suo testo.

Seconda lettura

A questa seconda fase di analisi, che rientra nel costo iniziale, vengono ammesse le opere che, durante la prima valutazione, ottengono un giudizio sostanzialmente positivo e che presentano solo lievi difetti, non strutturali, su cui l’autore interviene in base alle indicazioni fornite dal consulente. In caso di secondo giudizio positivo, si accederà alla rappresentanza editoriale.

Rappresentanza editoriale

Alla rappresentanza editoriale accedono i testi che hanno superato la seconda lettura. La nostra rappresentanza è rivolta a case editrici che, in linea con la ricerca della Herzog di una “letteratura di parola”, vantano cataloghi non prettamente caratterizzati da titoli che seguono tendenze di genere e prodotti di consumo, ma che sono attente alla resa linguistica e stilistica: elemento distintivo di un libro che aspira a essere irripetibile e a non essere dimenticato.

La letteratura di parola

Letteratura di parola

Nella letteratura di parola diventa centrale la ricerca espressiva e stilistica. L’intento è quello di rintracciare una sorta di percorso epifanico in cui la parola, recuperata nella sua valenza fonetica, musicale, evocativa, diventa nuova: uguale a se stessa ma anche elemento perturbante e di ulteriore fascinazione.

Lettori prima, scrittori poi

Non possiamo essere scrittori se non siamo innanzitutto lettori. La scrittura si nutre, vive, si arricchisce di tutte quelle visioni letterarie da noi rielaborate nella ricerca e nella definizione di uno stile che caratterizza il nostro modo di raccontare.

Che cosa significa essere per noi scrittori?

Essere scrittori non significa solo sapere utilizzare artifici tecnici, rispettare tempi narrativi, possedere strumenti metodologici.

Sapere raccontare storie è sicuramente un requisito importante per chi vuole fare della scrittura una professione, ma non sufficiente; fondamentale diventa così il “modo” in cui le vogliamo raccontare.

Sapere giocare con le parole, farle vibrare è ciò che trasforma uno scrittore di mestiere in un narratore consapevole, degno di rientrare in quella tradizione letteraria che non si “consumerà” mai.

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