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Le Occasioni Ritrovate

Le Occasioni Ritrovate

Ciclo di incontri letterari e percorsi di narrazione per diventare lettori (e scrittori) consapevoli

Il ciclo di incontri letterari “Le occasioni ritrovate”, che inizierà a settembre 2021, ha il proposito di ridare degna attenzione a quegli scrittori del ’900 italiano che hanno rappresentato un momento importante all’interno del panorama culturale del XX secolo, e che riteniamo debbano essere recuperati alla nostra memoria per raggiungere una maggiore consapevolezza dell’essere sia scrittori che lettori.

Ecco allora che il nostro piccolo contributo è quello di dare di nuovo voce a quella “letteratura di parola” in cui centrale è la ricerca espressiva e stilistica. Una parola che, recuperata nella sua purezza semantica, fonetica e musicale, diventa nuova: uguale a se stessa ma anche elemento perturbante e di fascinazione.

Gli incontri, su piattaforma online, saranno gratuiti, si svolgeranno una volta al mese e saranno tenuti professori universitari, critici letterari e studiosi dei singoli scrittori che verranno di volta in volta proposti. 

Ciascun incontro è a numero chiuso: si seguirà un ordine di prenotazione fino a esaurimento posti.

Gli incontri si terranno attraverso la piattaforma GoToTraining, le modalità di accesso e di partecipazione verranno comunicate all’atto dell’iscrizione. Verranno poi inviate email di promemoria una settimana, un giorno e un’ora prima dell’incontro, contenenti il link per poter accedere.

Calendario incontri

Scrittori nel boom: Ottiero Ottieri (1924-2002) e Paolo Volponi (1924-1994)

L’Italia tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta muta volto: da paese essenzialmente agricolo e rurale si trasforma in uno dei Paesi più industrializzati al mondo. Ma come tutte le crescite improvvise non mancano scompensi e storture:  il crescente divario tra Sud e Nord, la perdita dell’innocenza con una società che si fa più cinica e disincantata, il consumismo che rende il Paese più materialista e alienato. Inoltre, una consistente fetta della società che è tagliata fuori da questo apparente Bengodi comincia a gridare la propria rabbia rabbia che esploderà in quegli anni di piombo che insanguineranno l’Italia degli anni Settanta. A denunciare le suddette storture e a sottolineare i cambiamenti di quella società sono soprattutto due, appartenenti al cosiddetto filone della Letteratura industriale: Ottieri e Volponi. Sono anni in cui la letteratura aveva un dialogo importante con la società e ne sapeva scrutare le evoluzioni e i lati oscuri. Proprio sotto questa luce vanno rivisti questi due autori in particolare e le loro denunce ancora oggi estremamente attuali in un contesto in cui le tematiche di quei romanzi, dalla disoccupazione al mobbing, dalla condizione femminile all’emigrazione per non tacere delle morti sul lavoro rappresentano purtroppo ancora una parte importante della cronaca dei nostri giorni.

Info

Scopriremo a fondo Paolo Volponi e Ottiero Ottieri con Piergiorgio Mori, attualmente insegnante di Italiano presso il liceo George Baritiu di Cluj Napoca su incarico del Ministero degli Esteri italiano. E’ autore del saggio “Scrittori nel boom. Il romanzo industriale negli anni del miracolo italiano” ed è uno degli autori del volume “Italian Industrial Literature and Film. Perspectives on the Representetion of Postwar Labor and film” uscito nel 2021 per i tipi della Peter Lang Publishing.

Luigi Malerba, il grande sperimentatore linguistico

Abile giocatore di parole, inventore di nuove strutture della narrazione, astuto costruttore di mondi semantici, Luigi Malerba (1927-2008) è uno dei principali scrittori della letteratura italiana della seconda metà del ‘900.

Centrale nell’universo narrativo malerbiano è l’importanza assegnata alla parola: una parola ricercata, preziosa, materica, antica ma nello stesso tempo trasformata e deformata.

E proprio da queste continue deformazioni linguistiche, nel divertissment con cui Malerba piega le parole scaturisce l’ironia, altro segno distintivo della sua scrittura. Un’ironia che emerge proprio lì dove subentra l’assurdo, il non-sense dissacrante, il paradosso: strumenti linguistici che Malerba utilizza non come gioco fine a se stesso, ma anche e soprattutto per cercare un nuovo senso da dare alla realtà.

Info

Scopriremo a fondo Luigi Malerba con Francesco Muzzioli, professore prima di “Letteratura italiana moderna e contemporanea” e poi di “Teoria della letteratura” della Facoltà di Lettere presso l’Università di Roma “La Sapienza”. F. Muzzioli è autore, tra gli altri, di saggi sulle avanguardie italiane degli anni Sessanta, su monografie su Pasolini, Éluard e Malerba.

Tra i suoi studi, oltre alle ricostruzioni della fortuna critica di Michaelstedter e Saba, uno spazio è stato dedicato alla letteratura fantastica e all’allegoria. All’attività del critico Francesco Muzzioli affianca anche l’interesse per la poesia. Dirige il blog letterario “Critica integrale”.

Gesualdo Bufalino e il gioco seduttivo del linguaggio

Gesualdo Bufalino, nato a Cosimo nel 1920 (RG) è uno dei principali rappresentanti della letteratura italiana contemporanea.

Che cosa rappresenta per noi Gesualdo Bufalino e perché ancora deve essere ricordato?

Gesualdo Bufalino ha posto al centro della sua narrativa il tema del ricordo e della memoria, ha saputo portare la narrativa italiana a livelli alti di sperimentazione linguistica; una sperimentazione non fine a se stessa ma sempre attenta al gioco seduttivo del linguaggio, alla scelta sofisticata, ricercata, mai banale di parole che, nelle sue opere, si caricano di una valenza anche musicale e fortemente visiva.

Rimasto esordiente fino all’età di 61 anni, pubblicò il suo primo romanzo nel 1981 con Diceria dell’untore che gli valse il Premio Campiello. Nel 1988 vinse il Premio Strega con Le menzogne della notte.

Info

Scopriremo a fondo Gesualdo Bufalino insieme a Giuseppe Digiacomo, Presidente della Fondazione Bufalino.

Fausta Cialente. La scrittura come strumento di lotta in nome della libertà e della giustizia, sociale e politica

Fausta Cialente (Cagliari, 1898-Pangbourne, 1994) può essere considerata una delle scrittrici italiane più importanti del Novecento italiano e una delle figure intellettuali più significative della cultura europea.

Narratrice, giornalista militante e radiofonica, traduttrice, insieme a Sibilla Aleramo è stata tra le prime ad appoggiare la causa femminile in Italia e a farsi promotrice del femminismo moderno. La vita da apolide, la sua famiglia triestina, il suo periodo egiziano ad Alessandria, i viaggi in Europa e il suo rapporto con Trieste, la Resistenza, l’impegno anti-fascista e la decolonizzazione: questi i temi centrali che ritornano nell’arco della sua produzione letteraria, che si nutre della sua cultura multietnica e cosmopolita.

Ricordare e conoscere le opere di Fausta Cialente significa dare il necessario riconoscimento innanzitutto a una donna che ha trovato nella parola letteraria, ricercata e precisa, delicata e lucida, a volte esoterica, a volte fiabesca, quella libertà espressiva che diventa strumento di lotta in nome della libertà, della giustizia, sociale e politica.

Info

Scopriremo questa grande scrittrice con Valentina Di Cesare, professoressa di Lettere, insegnante di Lingua italiana a studenti stranieri presso il Politecnico di Milano ed esaminatrice PLIDA per la Società Dante Alighieri. Ha pubblicato i romanzi Marta la sarta (Tabula Fati 2014) tradotto in lingua romena e in lingua tedesca, L’anno che Bartolo decise di morire (Arkadia, 2019) e il racconto lungo Le strane combinazioni che fa il tempo (Urban Apnea 2018) recentemente tradotto in inglese.