Lunedì 29 aprile 2024, ore 18:00

Libero Bigiaretti

scrittore “di sentimenti”

L’autore

Appartenente a una famiglia di socialisti e capomastri marchigiani, Libero Bigiaretti (Matelica, 1905 – Roma, 1993) è uno dei protagonisti della società italiana del Novecento. Poeta (Ore e stagioni, 1936; Care ombre, 1940; Lungodora, 1955), scrittore, traduttore, corrispondente per diverse testate giornalistiche e autore di testi teatrali, la biografia intellettuale di Bigiaretti non si limita soltanto alla scrittura, ma si apre a collaborazioni che lo vedono dirigere l’ufficio stampa della Olivetti (periodo olivettiano 1952-1963); ricoprire il ruolo di segretario del Sindacato Nazionale Scrittori – ricostituito insieme all’amico Corrado Alvaro e Francesco Jovine nel 1945 -;  e poi realizzare per la Rai, negli anni Sessanta-Settanta, importanti rubriche culturali. Assiduo frequentatore di Caffè e circoli letterari, amico di scrittori, pittori e poeti (uno fra tutti, l’amico fraterno Giorgio Caproni), autore di testi tradotti in molte lingue straniere, Bigiaretti è “uno dei più impietosi scrittori italiani” (leggiamo nell’intervista con Gilberto Severini in Con i tempi che corrono, 1989). Riconoscendo all’intellettuale un impegno attivo, e conducendo riflessioni sulla trasformazione della società letteraria e dei consumi e sull’industrializzazione editoriale (con Il dito puntato,1967), attraverso la letteratura, “strumento di intervento sociale”, Bigiaretti entra anche nel mondo dei sentimenti, raccontandoci storie di  amicizia (Un’amicizia difficile, 1945), di conflitti generazionali tra padri e figli (I figli, 1954, stampa 1955, Premio Selezione Marzotto), di dinamiche di coppie (fin da Esterina, 1942). Storie di amori, seduzioni, tradimenti e fantasie erotiche (La controfigura, 1968, Premio Viareggio) in un percorso inevitabilmente destinato all’atto conclusivo della crisi e del “disamore” (Disamore, 1956). Deciso a “scardinare i luoghi comuni su cui si fondono i sentimenti”, le sue storie trovano il palcoscenico privilegiato ora nella “rinascimentale” e leopardiana M. (Matelica o Materga) (Carlone. Vita di un italiano, 1950), – spazio mitico e “paradiso perduto” –; ora nella amata e odiata Roma – quella barocca, ministeriale, borghese e felliniana – (Le indulgenze, 1966, Premio Chianciano); ora nelle occasioni congressuali del mondo industriale (Il congresso, 1963). E in questa società malata e alienata, l’unica consolazione è “un desiderio di distruzione e perfino di strage: bisognava demolire, e uccidere chi aveva costruito gli immondi falansteri, le orrende montagne di cemento balconato”, leggiamo ne Le indulgenze. Fino ad arrivare a quel “sisma cosmico” che il “giustiziere” del surreale Dalla donna alla luna (1972) immagina per liberare la Terra dal “parassita uomo”.

Il relatore

Carla Carotenuto è professoressa associata di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Macerata. I suoi campi di ricerca privilegiati sono gli studi di genere, la scrittura al femminile, la dimensione patemica, la violenza, la fragilità, il rapporto tra letteratura, cultura e territorio, le culture e scritture migranti. Ha svolto intensa attività didattica e di ricerca anche all’estero, partecipando a convegni internazionali. Ha pubblicato articoli e saggi su scrittrici e autori contemporanei (Ugo Betti, Dacia Maraini, Anna Maria Mori, Fabrizia Ramondino, Valeria Parrella, Pap Khouma, Yvan Sagnet, Elvira Mujčić…) in volumi e riviste scientifiche, ha curato edizioni di testi inediti e rari. Tra i libri: Identità femminile e conflittualità nella relazione madre-figlia. Sondaggi nella letteratura italiana contemporanea: Duranti, Sanvitale, Sereni (2012); con Michela Meschini, Forme e modi del narrare. Proposte critiche sulla letteratura contemporanea (2019). A Bigiaretti ha dedicato numerosi studi di cui si citano il volume monografico Libero Bigiaretti. Storie di sentimenti. Profilo critico con Appendice di testi rari (2014), i saggi Per una mappatura alimentare in Libero Bigiaretti  (2019), Il fascino della Jugoslavia e il “mito di Sveti Stefan” in Libero Bigiaretti (2021), Romanzo industriale, indagine morale o storia d’amore? Il dibattito su “Il congresso” di Libero Bigiaretti (2021). Di recente ha curato la riedizione dei romanzi Disamore (2022) e I figli (2023).

Il video

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