Giovedì 25 gennaio 2024, ore 18:00

Massimo Bontempelli

all’incrocio delle Arti tra realismo, realismi e magia del Novecento

L’autore

A distanza di più di un secolo dalla pubblicazione delle prime opere di Massimo Bontempelli, ci troviamo a ripercorrere gli snodi cruciali della produzione letteraria dello scrittore lombardo, con uno sguardo rivolto anche alla biografia di un intellettuale militante del proprio tempo, interrogandoci innanzitutto sul perché la materia bontempelliana appare ancora tanto attuale da scaturire un dialogo tutt’altro che esaurito con il lettore contemporaneo. Il quale, del resto, non potrà non scorgere una straordinaria consonanza tra le vicende, i ritratti, le situazioni narrate dall’autore e l’oggi, non solo in virtù di una certa atemporalità che caratterizza spesso certe atmosfere della sua produzione, a tratti situate in uno spazio-tempo sospeso dalla validità onirica e universale,  ma anche e soprattutto per quegli scritti che al contrario appaiono saldamente ancorati al contesto primo-novecentesco, come se egli avesse saputo cogliere con acutissimo sguardo precursore il carattere e le peculiarità più incisive di una società che allora si apprestava confusamente a definirsi e che ai nostri giorni, altrettanto convulsamente, sembra ancora in essere, quella dei consumi e della merceologia, delle masse e della frantumazione dell’io, quella delle telecomunicazioni, delle arti visive, dell’immagine come nuova religione. Protagonista indiscusso di una stagione ricca di fermenti e di urgenze creative è stato sicuramente Massimo Bontempelli (Como 1878 – Roma 1960).  Intellettuale complesso e multiforme, ha lasciato la sua firma nella scrittura letteraria; nel giornalismo («La Nazione», «Secolo», Il Primato», «Tempo» «Il Mondo», «L’Unità»); e nel  teatro (Santa Teresa, 1915; La guardia alla luna, 1916; Siepe a nordovest, 1919;  Nostra Dea, 1925; Minnie la candida, 1927; Nembo, 1935; Cenerentola1942 e numerose altre opere minori), legando il suo nome al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia e al Teatro degli Undici di Stefano Landi e Orio Vergani, con direzione di Luigi Pirandello. Una delle esperienze più importanti della sua vicenda intellettuale fu l’ideazione e la direzione della rivista “900” (1926-1929) i cui articoli furono poi da lui raccolti in L’avventura novecentista (1938). Legato da una lunga amicizia a Giorgio de Chirico e Carlo Carrà, Massimo Bontempelli si dedicò anche alle arti figurative (Appassionata incompetenza, 1950). Portò in Italia la poetica del realismo magico che divenne ben presto per lo scrittore comasco il faro in grado di guidare la sua attività e più in generale la Storia. L’esperienza di “900”, di cui fu ideatore e direttore, le sue riflessioni sul Novecento italiano e sui rapporti con l’eredità dell’Ottocento e delle avanguardie hanno contribuito al rinnovamento del romanzo italiano e della cultura del XX secolo. A seguito della sua produzione giovanile (Socrate moderno, 1908; Amori, 1910; Sette savi, 1912, Il purosangue, 1919), la narrativa di Massimo Bontempelli si aprì a un nuovo corso di scrittura (La vita intensa, 1920; La vita operosa, 1921; La scacchiera davanti allo specchio, 1922; La donna del Nadir, 1924), vedendo nella Grande Guerra uno spartiacque tra la tradizione ottocentesca, compresa  la “fiammata” rivoluzionaria del Futurismo, e l’avvento di una Terza Epoca. Ed è proprio sulle pagine di “900”  che si avviò quella grande “avventura” che avrebbe portato Bontempelli a interrogarsi sul novecentismo e definire la poetica del realismo magico, di cui sono manifesto le opere della maturità (Il figlio di due madri, 1930; Gente nel tempo, 1937; La donna dei miei sogni, 1925; Donna nel sole, 1928; Gabbia degli schiavi, 1937; Giro del sole, 1941). Dopo un periodo trascorso all’interno del Partito fascista, che lo aveva portato a esser nominato segretario del Sindacato Fascista Autori ed Editori (1928), direttore de «L’Italia letteraria» (1929) e accademico d’Italia (1930), Bontempelli si avvicinò poi al comunismo, candidandosi per il Fronte popolare ed entrando nel parlamento del dopoguerra. Premio Strega nel 1953 con la raccolta di racconti L’amante fedelenel 1960 Massimo Bontempelli terminò la sua “avventura” terrena, rimanendo ancora oggi un importante punto di riferimento imprescindibile per gli studiosi e gli appassionati dell’incrocio tra Letteratura e Arti del Novecento.

Il relatore

Giovanni La Rosa è nato a Messina, ha compiuto i suoi studi a Roma e si è laureato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” con la tesi “Siamo tutti in pericolo” Pier Paolo Pasolini e le interviste letterarie. Ha svolto attività redazionali e giornalistiche per conto di società e redazioni di importanti case editrici. Ha pubblicato una cinquantina di saggi su scrittori del ‘900 abbracciando un arco temporale che partendo da Scipio Slataper, Luigi Pirandello e Massimo Bontempelli ha toccato la seconda metà del secolo breve con Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, fino a giungere alla contemporaneità con importanti contributi su Erri De Luca. Ha svolto una intensa attività drammaturgica per conto di Scuole Superiori e dell’Università, vincendo anche diversi premi dedicati alla sceneggiatura teatrale. Ha realizzato negli ultimi anni una ventina di docufilm letterari presentati nel corso di numerosi convegni internazionali. Attualmente collabora con il Centro di Lingua e Cultura Italiana della Scuola IAD presso l’Università di Tor Vergata con la casa editrice internazionale di fascia A Sinestesie, è membro del comitato scientifico della Rivista degli italianisti brasiliani Mosaico, è responsabile editoriale della Collana I-libri della casa editrice Universitalia ed è Vicedirettore della Collana Editoriale Realisme Magique del Centro Studi “Massimo Bontempelli”. Ha, inoltre, ideato e curato il convegno internazionale Parigi, salotto del ‘900. Scritture e narrazioni del realismo magico ai confini del XXI secolo. Tenutosi a Parigi il 25 e il 26 ottobre 2018 dedicato alla figura di Massimo Bontempelli con focus sul Realismo magico coniato dallo scrittore comasco. È Presidente dal 2021 del Centro Studi “Massimo Bontempelli” – Ma.R.Wi.T. – con il quale ha già realizzato una serie di giornate di studi e curato un Convegno Realismo e Realismi: Realtà e Magia all’incrocio delle Arti con la prestigiosa partecipazione del Premio Oscar Walter Murch che si è tenuto a Como il 12 Maggio 2022. Ha curato i volumi collettanei Le trincee della Letteratura edito da Universitalia nel 2018 e i volumi Scritture e narrazioni del realismo magico ai confini del XXI secolo e Realismo Magico agli esordi della Grande Guerra: esegesi e attualità della ricerca bontempelliana pubblicati nel 2022. E’ regista del Film Il Sole nell’Abisso e del Documentario Storie dall’Abisso girati nel parco minerario di Gabara in Sicilia con tecniche e contenuti tratti dal realismo magico bontempelliano che saranno proiettati in prima assoluta ad Aprile 2024. Sta, infine, svolgendo una prestigiosa ricerca su Massimo Bontempelli come scrittore dell’intermedialità presso la Ludwig Maximilian Universität di Monaco di Baviera sotto la direzione del prof. Florian Mehltretter.

Il video

Torna in alto