Lunedì 27 novembre 2023, ore 18:00
Alba de Céspedes
la voce ribelle della letteratura italiana
L’autore
Nel 1982 Milena Milani, a proposito di Alba de Céspedes, scrisse che “la funzione della letteratura, della cultura è anche quella di essere utile alla collettività, di inserirsi nella vita, di far meditare, di aiutare”. E proprio all’interno di queste parole possiamo inquadrare la straordinaria vita e il contributo letterario di Alba de Céspedes (Roma, 11 marzo 1911 – Parigi, 14 novembre 1997), una delle personalità femminili più significative del Novecento letterario, non solo in Italia ma nell’intero panorama europeo.
Le disuguaglianze sociali ed economiche, la solitudine e l’isolamento, la scrittura, il senso di alienazione e la ricerca dell’identità, il sogno d’amore e la crisi dei valori: questi alcuni dei temi centrali magistralmente esplorati nelle sue opere (Nessuno torna indietro, 1938; Fuga, 1940; Dalla parte di lei, 1949; Quaderno proibito 1952; Invito a pranzo, 1955; Prima e dopo, 1955; Il rimorso, 1963; La bambolona, 1967; Chansons des filles de mai, 1968; Sans autre lieu que la nuit, 1973: questi ultimi autotradotti nel 1970 e nel 1976) che attraversano 40 anni della storia italiana.
La lotta di Alba de Céspedes per la parità dei diritti e la libertà, radicata nella sua esperienza come partigiana durante la Seconda guerra mondiale, ha trovato espressione non solo nei suoi romanzi, ma anche sulle pagine di “Mercurio,” la rivista che ha diretto dal 1944 al 1948. Questa rivista ha svolto un ruolo cruciale nel dibattito intellettuale e culturale dell’epoca, contribuendo alla causa dell’emancipazione femminile.
Per questo, l’importante eredità lasciata da Alba de Céspedes, così come quella di molte altre intellettuali italiane, continua a risuonare in modo significativo ancora oggi. E ci invita a riflettere sul potere della scrittura e sulla sua funzione etica, capace di indagare sulle complesse dinamiche umane e di indicarci la via verso un futuro più equo e giusto.
Il relatore
Sabina Ciminari, dottoressa di ricerca all’Università di Roma La Sapienza e all’Université Paris Nanterre, è Maîtresse de Conférences all’Université Paul-Valéry Montpellier 3, dove attualmente dirige il Dipartimento di Studi italiani. Contemporaneista di formazione, dedica le sue ricerche alle scritture delle donne (in particolare Sibilla Aleramo, Alba de Céspedes, Gianna Manzini, Milena Milani, Elsa Morante), con un’attenzione alla loro storia editoriale, alle corrispondenze e agli archivi. Si è occupata anche di narrativa italiana degli anni Ottanta, di autotraduzione (a partire dal caso di Alba de Céspedes) e, come italianista in Francia, ha organizzato seminari e giornate di studio dedicate al tema della didattica della lingua e della cultura italiana all’estero oltre che ad alcuni degli autori italiani più tradotti e conosciuti in Francia (da Dante Alighieri a Antonio Tabucchi, passando per Italo Calvino). Fra i suoi ultimi lavori: la monografia Lettere all’editore. Alba de Céspedes e Gianna Manzini, autrici Mondadori (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2021) e la curatela, con Silvia Contarini, del volume Alba de Céspedes e gli anni francesi (Franco Cesati, 2023).
