Giovedì 18 dicembre 2025, ore 18:00
Alberto Savinio
“Il surrealista civico”
L’autore
Alberto Savinio (Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952), pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico e fratello minore del celebre Giorgio de Chirico, è una delle figure più complesse e originali della cultura del Novecento. Pittore, scrittore, compositore, musicologo (i suoi scritti sono raccolti in Scatola sonora), drammaturgo per il Teatro alla Scala e per la Compagnia dell’Arte di Luigi Pirandello con La morte di Niobe (1913), è stato anche collaboratore di importanti testate giornalistiche e riviste culturali, tra le quali «La Stampa», «Omnibus» e «Il Corriere della Sera».
La reinterpretazione in chiave moderna del mito greco e la cultura del Novecento (in particolare la filosofia di A. Schopenhauer, F. Nietzsche e O.Weininger e la musica di R. Wagner) rappresentano alcuni dei tasselli centrali nella sua formazione culturale. Ma è soprattutto l’incontro con la Parigi delle avanguardie – nell’ambiente pulsante di G. Apollinaire – ad aver giocato un ruolo decisivo nella definizione di un linguaggio espressivo proprio.
Come ha scritto Antonio Debenedetti, “l’avanguardia l’aveva formato ma non deformato”: Savinio si muove al di fuori dei dogmi teorici e degli estremismi estetici delle avanguardie storiche. Il suo surrealismo, come la sua lettura metafisica della realtà, non sono adesioni, ma creazioni individuali. La sua arte non vuole essere sovversiva ma instaurare con la modernità un rapporto ambivalente, condotto attraverso una ricerca essenzialmente archeologica, intellettuale e filosofica. «Cerco l’anima segreta delle cose», leggiamo in Ascolta il tuo cuore, città (1944). Per Savinio, dunque, l’arte è uno strumento conoscitivo, serve a penetrare la superficie del reale, a smascherare il mistero che vi si cela attraverso lo sguardo “chiaroveggente” del poeta. Tante le sue opere letterarie, tra cui si ricordano Hermaphrodito (1918), Dico a te, Clio (1940), Infanzia di Nivasio Dolcemare (1941), Narrate, uomini, la vostra storia (1942); Casa “La Vita” (1943). Nel suo universo espressivo l’elemento giocoso e ironico diventa sostanza, cifra stilistica, modo di raccontare e di mettersi in scena. Savinio, osserva ancora Debenedetti, è “un grande pittore che scrive – non descrive, che sarebbe diverso – i suoi quadri”. Un artista totale, insomma, e, come ha scritto Walter Pedullà, “uno dei migliori ‘padri’ del Novecento”.
Il relatore
Matteo Marchesini (1979) è poeta, narratore e saggista. Tra i suoi libri: il romanzo Atti mancati (Voland 2013, premio Lo Straniero, entrato nella dozzina dello Strega), i saggi critici di Da Pascoli a Busi (Quodlibet 2014), Casa di carte (Il Saggiatore 2019) e Diario di una cavia (Castelvecchi 2023), le raccolte poetiche Marcia nuziale (Scheiwiller 2009), Cronaca senza storia (elliot 2016) e Scherzi della natura (Valigie rosse 2022), i racconti di False coscienze (Bompiani 2017), Miti personali (Voland 2021) e Iniziazioni (elliot 2024). Insieme a Guido Armellini, Adriano Colombo e Luigi Bosi ha scritto una storia della letteratura italiana per le scuole superiori edita da Zanichelli. Insieme ad Alfonso Berardinelli ha curato la prima antologia di Saggisti italiani del Novecento (Quodlibet 2025). Collabora con «Il Foglio», «Il Sole 24 Ore», « Snaporaz»e «Radio Radicale».
