Giovedì 24 ottobre 2024, ore 18:00

Anna Banti

“Non piangere”! Il grido di dolore e di rivolta delle donne

L’autore

Anna Banti (Firenze, 27 giugno 1895 – Ronchi di Massa, 2 settembre 1985), pseudonimo di Lucia Lopresti, rappresenta  una delle più importanti voci letterarie e culturali del Novecento italiano. Critica d’arte, traduttrice, operatrice culturale e direttrice di rivista (insieme al marito, il critico d’arte Roberto Longhi, fondò e diresse la rivista  «Paragone»), Anna Banti si impone nella letteratura italiana per una narrativa profondamente intrisa di temi legati alla questione femminile. Autrice di romanzi (tra gli altri, si ricordano Artemisia,1947; Le mosche d’oro, 1962; Noi credevamo, 1967; La camicia bruciata, 1973; Un grido lacerante, 1981) e raccolte di racconti (tra cui Il coraggio delle donne, 1940; Le donne muoiono, 1951; La monaca di Sciangai e altri racconti , 1957; Je vous écris d’un pays lointain, 1971; Da un paese vicino, 1975),  Anna Banti racconta le vite e le esperienze delle sue protagoniste,  dando voce a donne che dalla storia sono state trascurate o dimenticate, di cui un esempio emblematico è la pittrice Artemisia Gentileschi, “una delle prime donne che sostennero colle parole e colle opere il diritto al lavoro congeniale e una parità di spirito fra i due sessi”. Eroine che lottano per l’emancipazione e l’autonomia, e che spesso sfidano le convenzioni sociali del loro tempo, cercando di affermare, pur in uno stato di solitudine emotiva e sociale, la propria identità e indipendenza. “Storie di donne indignate e superbe”, e che Anna Banti ci racconta attraverso una “interpretazione ipotetica della storia”,  nella constatazione, precisa la scrittrice, “che non la lettura del presente la interessava, ma quella di tempi remoti in cui la vita umana era, per così dire, definitiva. Donde la conclusione: solo la storia è vita vera”. Anna Banti è stata una delle prime autrici italiane a esplorare in profondità la condizione femminile e, sebbene  non sia stata direttamente coinvolta nei movimenti femministi del suo tempo, la sua narrativa, sfidando la società patriarcale, ha contribuito a ridefinire il ruolo della donna nella società e nella letteratura,  ispirando generazioni di scrittrici contemporanee.

Il relatore

Francesca Rubini è stata assegnista presso Sapienza Università di Roma, dove nel 2017 ha conseguito il dottorato in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie. Interessata alla valorizzazione delle fonti letterarie, nel 2015 si è diplomata presso l’Archivio di Stato di Roma. Le sue ricerche si concentrano sulle forme narrative del secondo Novecento con particolare interesse per le scritture e l’impegno culturale delle autrici. Ha pubblicato numerosi saggi su riviste nazionali e internazionali, una monografia su Cialente (Fausta Cialente. La memoria e il romanzo, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2019) e una su Calvino (Italo Calvino nel mondo. Opere, lingue, paesi 1955-2020, Carocci, 2023). Presso Sapienza è membro del Comitato scientifico del Laboratorio Calvino e responsabile del progetto Biblic. Bibliografia Italo Calvino. Sta lavorando all’ordinamento e alla descrizione del fondo archivistico di Italo Calvino conservato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. È parte del comitato scientifico della Fondazione Elvira Badaracco – Studi e documentazione delle donne. Ad Anna Banti ha dedicato diversi interventi in convegni, seminari, approfondimenti didattici rivolti agli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza e tre saggi: Note dalla laguna. Venezia in Lavinia fuggita di Anna Banti, «Bollettino di italianistica», 2020, 1-2, pp. 340-345; Lavinia fuggita di Anna Banti. Il racconto come spazio aperto, «Filologia e critica», 2019, 3, pp. 401-420; Le donne muoiono. Anna Banti fra memoria e distopia, in (Ir)raggiungibile. Altri mondi nella letteratura, nel teatro, nel cinema, a cura di Davide Cioffrese, Matteo Massari, Irene Soldati, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2021, pp. 195-204.

Il video

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