Martedì 15 aprile 2025, ore 18:00

Corrado Alvaro

un calabrese in viaggio per l’Europa

L’autore

La felice infanzia trascorsa a San Luca, nel cuore dell’Aspromonte, sua terra natale, gli anni passati in collegio e la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale – esperienza che ispirò la sua prima raccolta poetica Poesie grigioverdi (1917) – sono solo alcuni dei momenti più significativi della vita di Corrado Alvaro (San Luca, 15 aprile 1895 – Roma, 11 giugno 1956). Scrittore, poeta, traduttore, viaggiatore instancabile, sceneggiatore cinematografico, critico e autore teatrale (Ultima notte di Medea, 1949), Alvaro fu tra i firmatari del “Manifesto degli intellettuali antifascisti” di Benedetto  Croce e collaborò con importanti riviste e prestigiose testate giornalistiche, tra cui «Il Resto del Carlino», «Corriere della Sera»«Il Mondo»  e «La Stampa». Nel 1951 vinse il Premio Strega con Quasi una vita e rivestì anche il ruolo di corrispondente estero, intraprendo viaggi in Europa, Turchia e Russia. Organizzatore culturale di rilievo, fu segretario di redazione della rivista 900 di Massimo Bontempelli e, insieme agli amici Libero Bigiaretti e Francesco Jovine, fondatore del Sindacato Nazionale Scrittori.  “A un luogo, tra tutti, si dà un significato assoluto, isolandolo nel mondo”, scrive Cesare Pavese nel suo Il mestiere di vivere. Un significato, questo, che Alvaro riconosce alla sua Calabria – terra ancestrale e mitica, primordiale e a-storica –, raccontata nei suoi paesaggi aspri e solitari intrisi del duro lavoro dei pastori (L’Amata alla finestra, 1929; Gente in Aspromonte, 1930; Incontri d’amore, 1940). Una Calabria che non è solo luogo geografico ma rimane, in tutta la narrativa alvariana, pilastro morale portante e che Alvaro inserisce nel flusso labirintico della Storia del ventesimo secolo, con le sue inquietudini, la sua crisi d’identità, la frammentazione dell’individuo. Un nuovo sentire, dunque, che ritroviamo in pagine memorabili di L’uomo nel labirinto (1926),  di L’uomo è forte (Premio dell’Accademia d’Italia, 1940) e nella trilogia Memorie del mondo sommerso (1946-1961). Opere che, tra le altre, inseriscono a pieno titolo Corrado Alvaro nel panorama della letteratura europea del Novecento, testimoniando il respiro universale della sua scrittura.

Il relatore

Aldo Maria Morace, già ordinario di letteratura italiana, Preside della Facoltà di Lettere, Prorettore alle Opere edilizie dell’ateneo e Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali nell’Università di Sassari, è Segretario Emerito della Associazione degli Italianisti e presidente delle Commissioni per le Edizioni Nazionali dell’Opera Omnia di Luigi Pirandello e Grazia Deledda, di Luigi Capuana e Federico De Roberto, nonché membro di quella di Torquato Tasso. Ha pubblicato circa centocinquanta saggi scientifici e una quarantina di volumi – fra monografie e curatele – su autori, testi e tematiche che vanno da Dante alla contemporaneità. Gli ultimi due volumi pubblicati sono Protostoria del romanzo storico, Napoli, La Scuola di Pitagora, 2023; e «Un’altra via in arte». Saggi pirandelliani, Pisa, ETS, 2024. Secondo una rivista americana è da annoverare fra i dieci maggiori italianisti viventi al mondo; ed è il massimo studioso di Corrado Alvaro, sul quale ha scritto quindici saggi scientifici e dodici volumi. Nel novembre 2023, a capo della delegazione ad hoc, ha donato i volumi della Edizione Nazionale Pirandello al Capo dello Stato, che ha espresso la sua ammirazione e ha ringraziato «a nome della Repubblica» per il lavoro compiuto. Il 15 dicembre dello stesso anno ha ricevuto il Premio Pirandello 2023, quale migliore studioso dell’autore più studiato al mondo.

Il video

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