Martedì 27 ottobre 2026, ore 18:00
Gianna Manzini
Una vita per la letteratura
L’autore
Troppo a lungo ingiustamente dimenticata, Gianna Manzini (Pistoia, 1896 – Roma, 1974) è stata una delle protagoniste della letteratura italiana del Novecento. Con la sua opera, si colloca nel vivace clima di rinnovamento culturale che portò numerosi intellettuali e scrittori ad allontanarsi dalle ormai superate forme del naturalismo ottocentesco, per aprirsi a nuove modalità espressive ispirate al modernismo europeo. Muovendo da un retroterra letterario ancora di ascendenza crepuscolare, simbolista e dannunziana, Gianna Manzini, che dal 1929 al 1933 partecipò all’esperienza solariana, già con il suo romanzo d’esordio Tempo innamorato (1928) rivela le prime tracce della sua futura ricerca di scrittura, trovando soprattutto in Virginia Woolf il punto di riferimento. Una tappa fondamentale di questo cammino è Lettera all’editore (1945, Premio Costume 1946), che segna l’apice della sua sperimentazione metanarrativa. Durante gli anni fiorentini – caratterizzati dal matrimonio con il giornalista Bruno Fallaci – e poi durante il periodo romano, insieme al compagno di una vita, Enrico Falqui, Gianna Manzini fu una presenza costante nel panorama culturale italiano. Furono questi gli anni di «Prosa», la rivista a carattere internazionale che diresse tra il 1945 e il 1946; un periodo in cui, inoltre, non mancarono sue collaborazioni con «Campo di Marte», «Oggi», «La Fiera Letteraria», «La Gazzetta del Popolo», e i suoi articoli di moda sotto gli pseudonimi di Vanessa e Pamela.
Gli anni romani segnarono però anche una svolta nella ricerca espressiva di Gianna Manzini che, dopo Boscovivo (1932) e Un filo di brezza (1936), si avvia verso una progressiva semplificazione stilistica, di cui sono esempi Forte come un leone (1947), e Il valzer del diavolo (1954, Premio Soroptimist) e La sparviera (1956, premio Viareggio). La narrativa si concentra adesso verso un maggiore scandaglio interiore dei personaggi e del loro universo, emotivo e affettivo (Un’altra cosa, Premio Marzotto 1961; Allegro con disperazione, Premio Napoli 1968), per poi approdare alla fase della maturità: Ritratto in piedi (1971, Premio Campiello) e Sulla soglia (1973) non solo rappresentano un momento di riconciliazione con le figure genitoriali, ma anche un confronto intimo con sé stessa, in un dialogo profondo che tocca le domande più essenziali dell’esistenza.
Ma è forse nell’Autoritratto involontario, scritto in presentazione alla monografia sul pittore El Greco, che noi lettori contemporanei possiamo cogliere la chiave della sua intera opera. Un quesito che ha il sapore di testamento letterario e spirituale, e restituisce senso alla lunga ricerca di Gianna Manzini: “Che cos’è l’arte, se non uno strumento per cercare la vita dietro la vita?”.
Il relatore
Sabina Ciminari è professoressa associata (MCF) al Dipartimento di Studi italiani dell’Université de Montpellier Paul-Valéry. Dottoressa di ricerca in Storia delle scritture femminili (Università di Roma “La Sapienza”), con una tesi in cotutela con la facoltà di Lingue dell’Université Paris Nanterre, ha dedicato le sue ricerche alle scritture delle donne del Novecento (in particolare Sibilla Aleramo, Alba de Céspedes, Liala, Gianna Manzini, Melania G. Mazzucco, Milena Milani, Elsa Morante, Franca Rame), con un’attenzione alla loro storia editoriale, alle corrispondenze e agli archivi. Si è occupata anche di Italo Calvino, della narrativa italiana degli anni Ottanta, di femminismo e di autotraduzione (a partire dal caso di Alba de Céspedes). Come italianista in Francia, è attiva nell’organizzazione di seminari e giornate di studio dedicate al tema della didattica della lingua e della cultura italiana all’estero. Per quanto riguarda Gianna Manzini: ha curato la pubblicazione dell’archivio della scrittrice, in collaborazione con C. Bello Minciacchi, C. Martignoni, A. Miola, A. Cucchiella e G. Yehya (L’archivio di Gianna Manzini, Carocci-La Sapienza, Roma, 2006), e una parte del suo carteggio con l’editore Mondadori, raccolta nella monografia Lettere all’editore. Alba de Céspedes e Gianna Manzini, autrici Mondadori (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Milano, 2021). È, infine, l’autrice della voce “Gianna Manzini” nel Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, a cura di E. Giammattei (Istituto della Enciclopedia Treccani, 2026).
