Giovedì 23 ottobre 2025, ore 18:00

Luce d’Eramo

la scrittura come ricerca dell’altro da sé

L’autore

La libertà come rivendicazione della diversità, il coraggio nella ricerca della verità, il rigore intellettuale nell’analisi del reale: sono queste le cifre distintive di Luce d’Eramo (nata Lucette Mangione, Reims, 17 giugno 1925 – Roma, 6 marzo 2001), una delle figure più originali del panorama culturale italiano del Novecento. Cresciuta in una famiglia legata al fascismo – il padre ricoprì diversi incarichi politici presso la Repubblica Sociale Italiana – , a diciannove anni non ancora compiuti, compiendo una scelta che segnò per sempre il suo destino, la giovane Luce partì da sola per la Germania per verificare di persona quanto si diceva sui campi di lavoro del Terzo Reich. Quell’esperienza estrema, seguita da un lungo silenzio, avrebbe trovato voce anni dopo in Deviazione (1975), il suo romanzo più noto, divenuto un caso editoriale e tradotto in numerosi Paesi non solo europei. Deviazione segna così l’inizio di un itinerario letterario e umano che avrebbe portato d’Eramo a esp lorare i territori dell’alterità, della marginalità, della devianza rispetto ai modelli imposti di “normalità” – che siano essi esistenziali, sociali, politici o ideologici. Un percorso che ritroviamo al centro di molte delle sue opere,  tra cui Nucleo Zero (1981), Partiranno (1986), Ultima luna (1993), Si prega di non disturbare (1995), Una strana fortuna (1997), e il postumo Un’estate difficile (2001). Nel 1999 pubblicò la raccolta Racconti quasi di guerra, scritti tra il 1943 e il 1956, e pubblicò il volume Io sono un’aliena (1999), sua dichiarazione di poetica. Saggista acuta (Raskolnikov e il marxismo. Note a un libro di Moravia, 1959; L’opera di Ignazio Silone. Saggio critico e guida bibliografica, 1971; Cruciverba politico, come funziona in Italia la strategia della diversione (1974), d’Eramo ha collaborato anche con importanti periodici e quotidiani, tra cui «Nuovi argomenti»«La Fiera Letteraria», «Il Manifesto» e «l’Unità». Scrittrice senza “misura”, come amava definirsi, ha sempre creduto in una letteratura dell’impegno, facendo propria l’intuizione rimbaudiana espressa ne Lettera del Veggente. E proprio da qui, da questa consapevolezza, dobbiamo ripartire insieme a Luce d’Eramo per superare ogni barriera razziale e ogni forma di pregiudizio perché, come scriveva nel 1871 Rimbaud, “Je est un autre”.

Il relatore

Ada Tosatti è professoressa associata di letteratura italiana contemporanea all’Università Sorbonne Nouvelle. Si occupa di poesia e narrativa dal secondo Novecento all’epoca contemporanea, con particolare attenzione al rapporto tra letteratura e impegno politico, alla Neoavanguardia, alla traduzione letteraria e ai transferts culturali franco-italiani. Traduce poesia e narrativa dall’italiano e dal francese. Tra le sue pubblicazioni recenti: L’extrémisme littéraire et politique. Nanni Balestrini et les années 70 (2025) e la traduzione di La ragazza Carla di Pagliarani (Carla, une jeune fille, 2024), con cui ha vinto il Premio Nazionale Elio Pagliarani (2022, sezione traduzione). Ha codiretto vari volumi, per Transeuropa, 2016 ; Franco Cesati Editore, 2021;Fabrizio Serra Editore, 2023). Per quanto riguarda Luce d’Eramo, Ada Tosatti è stata coresponsabile del convegno Luce d’Eramo. Un’opera plurale al crocevia dei saperi e delle culture, organizzato alla Sorbonne Nouvelle nel 2016 in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza, e che aveva portato alla pubblicazione del volume Luce d’Eramo. Un’opera plurale crocevia di saperi (a cura di Maria Pia De Paulis, Corinne Lucas-Fiorato, Ada Tosatti, Sapienza Edizioni, 2019).

Il video

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