Martedì 20 settembre 2022, ore 18:30

Luciano Bianciardi

uno scomodo intellettuale di provincia

L’autore

Probabilmente sarebbe rimasto un intellettuale di provincia se il 4 maggio 1954 non ci fosse stata l’esplosione della miniera di Ribolla, tragedia che avrebbe segnato per sempre le sorti della comunità dei minatori della Maremma e quelle, personali, di Luciano Bianciardi (Grosseto, 14 dicembre 1922 – Milano, 14 novembre 1971). E probabilmente questo professore di liceo –  che a Grosseto dirigeva la Biblioteca Chelliana, organizzava cineforum e conferenze, conduceva, insieme all’amico Carlo Cassola, un’inchiesta sui minatori maremmani e nei paesi  della zona andava a portare i libri con il suo Bibliobus – non avrebbe mai potuto immaginare che, a distanza di anni, avrebbe raggiunto la notorietà con uno dei libri più significativi del secondo Novecento italiano. Poi lo scoppio di grisou al pozzo Camorra, le 43 morti, l’assoluzione della Montecatini. Luciano   Bianciardi non può rimanere fermo a guardare: ed ecco la sua partenza per Milano, simbolo della trasformazione culturale, del boom economico, e dove si muovono i nuovi attori del mondo del lavoro: le segretarie asessuate, i ragionieri, i grafici pubblicitari; ma è anche la città della Feltrinelli, dei frenetici ritmi di produzione, delle ore passate a tradurre, e poi…  del “torracchione”. È la Milano dei cinema, dei teatri, della mondanità, dove però si spegne ogni tentativo di ribellione, che toglie ogni entusiasmo e in cui diventa “la vita agra”.

Il relatore

Nata a Grosseto e laureata in lettere moderne alla Sapienza di Roma, dal 1975 Lucia Matergi ha insegnato italiano e latino in vari istituti. Dagli anni ’80 autrice di progetti legati alla multiculturalitàformatrice di teatro scolastico per la Regione Toscana, collaboratrice di “Scespir”, rivista della Rassegna Nazionale del Teatro Scolastico, fonda nel 1997 la Rassegna Provinciale del Teatro della Scuola- Premio Città di Grosseto, riferimento regionale per l’inclusione e il contrasto alla dispersione scolastica. Si mette in politica attiva nel 2001, svolgendo ruoli direzionali nei DS e poi nel PD, è vicesindaco di Grosseto dal 2006 al 2010 e consigliera regionale dal 2010 al 2015. Parallelamente si occupa della Fondazione Luciano Bianciardi, curandone istituzionalmente la ricostituzione, assumendo anche la carica di presidente pro tempore nel 2006. Nel 2012 fonda l’Istituto Gramsci di Grosseto di cui assume la presidenza. Formatrice per docenti su didattica e drammatizzazione, collaboratrice della rivista “La Ricerca” ed. Loescher, nel 2016 fonda l’Associazione Culturale “Accademia delle Belle Storie”, specializzata nella progettazione e realizzazione di laboratori creativi sulla narrazione attraverso il linguaggio teatrale. Come esperta di letteratura, dal 2018 svolge attività di reading letterari. Nel 2018 è chiamata a sostenere il ruolo di Direttrice scientifica della Fondazione Luciano Bianciardi e da allora svolge all’interno di tale associazione il lavoro di organizzazione e ricerca.

Il video

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