Martedì 22 marzo 2022, ore 18:30
Tommaso Landolfi
risvolto bianco per desiderio dell’autore
L’autore
Tommaso Landolfi (Pico, 9 agosto 1908 – Ronciglone, 8 luglio 1979), intellettuale aristocratico ed elitario, è sicuramente una delle gemme preziose della letteratura del Nocevento italiano.
Ben lontana dai propositi ideologici e politici della narrativa neorealista, la sua scrittura, ora arcaica e desueta, ora alta e raffinata, si innalza verso il mondo dell’alterità e del “fantastico”. Ma il tema del fantastico e del tenebroso, dell’orrido e dell’irrazionale, non è fine a se stesso, diventa semmai una precisa modalità espressiva attraverso cui Landolfi mostra la realtà al di là della sua apparenza, al di là della sua ordinarietà. Ecco allora svelarsi una sorta di lucido e disperato cinismo intellettuale: la scrittura landolfiana non vuole essere consolatoria né offrire vie di fuga. È un’apertura, una finestra spalancata su quell’ “ignoto”, su quell’ “imponderabile” a cui il lettore è invitato ad affacciarsi. E che subito dopo viene richiusa. Lasciando così in bilico, sull’orlo del precipizio, domande che rimarranno senza risposta.
“In ogni caso stiano, i lettori, a quanto loro si comunica, e non cerchino di penetrare le intenzioni dell’autore, sovente a lui stesso oscure”
Da: “Questioni d’orientamento”, in Tommaso, Landolfi, Le più belle pagine, Adelphi 2001
Il relatore
Giovanni Maccari, scrittore e critico letterario, ha curato per la casa editrice Adelphi la pubblicazione delle opere di Tommaso Landolfi. È autore di racconti e di saggi su scrittori italiani, tra cui Giuseppe Pontiggia e Guido Piovene. Si occupa di letteratura russa: ha curato il volumetto La lettura – Kaštanka (traduzione di Tommaso Landolfi, Adelphi, 2012) di Anton Cechov, e l’edizione del racconto Nemici (traduzione di Leone Ginzburg), per l’editore Quodlibet. È autore dei romanzi Gli occhiali sul naso. Vita romanzesca di Isaak Babel’ e dei suoi anni tempestosi (Sellerio 2011); e Vita di Lidia Sobakevic (Pendragon 2015).
